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Bollette del ristorante: dove se ne vanno davvero i soldi di luce e gas
Gestione22 settembre 20269 min di letturaTeam Ristonuvio

Bollette del ristorante: dove se ne vanno davvero i soldi di luce e gas

Cucina, frigoriferi, cappe, lavastoviglie, climatizzazione: come capire quanto consuma davvero il tuo locale e quali interventi ripagano in fretta. Con tabella da compilare.

In breve

  • La bolletta di un ristorante non si riduce cambiando fornitore, si riduce cambiando abitudini: gli orari di accensione pesano più del prezzo al chilowattora.
  • Frigoriferi e celle lavorano ventiquattro ore su ventiquattro: sono la voce che consuma di più anche quando il locale è chiuso.
  • Prima di comprare qualsiasi cosa, misura: un misuratore da pochi euro su una presa ti dice la verità meglio di qualsiasi preventivo.
  • Gli interventi che ripagano in pochi mesi sono quasi sempre i più noiosi: guarnizioni, filtri, termostati, temporizzatori, manutenzione.
  • Ristonuvio non legge i contatori, ma ti dice quanti coperti hai fatto in ogni periodo: è il dato che ti serve per capire se consumi tanto o se hai semplicemente lavorato tanto.

Perché guardare solo il prezzo dell’energia non basta

Quando la bolletta fa paura, la prima reazione è chiamare un altro fornitore. A volte serve, spesso no: cambiando contratto sposti una percentuale sul prezzo, ma se il tuo locale consuma il doppio di quello che dovrebbe stai solo pagando meno un consumo sbagliato.

Il consumo di un ristorante ha una caratteristica che lo rende diverso da quasi tutte le altre attività: una parte grossa non dipende dal lavoro. Le celle e i frigoriferi girano anche di notte, anche a Ferragosto, anche quando non c’è nessuno. Le insegne restano accese. Le cappe, se qualcuno si dimentica, tirano fuori aria per ore. Questa quota fissa è la prima cosa da attaccare, perché non toglie niente al servizio.

La seconda cosa da capire è che il consumo va rapportato al lavoro. Una bolletta più alta a dicembre non è una notizia se a dicembre hai fatto il doppio dei coperti. Diventa una notizia se hai fatto gli stessi coperti dell’anno prima consumando il venti per cento in più. Il numero che conta non è la bolletta, è la bolletta divisa per i coperti.

Fai il conto: energia per coperto

Compila questa tabella con le tue ultime bollette e con i coperti dello stesso periodo. I numeri della colonna centrale sono un esempio.

VoceEsempio meseIl tuo numero
Bolletta elettrica1.450___
Bolletta gas620___
Acqua180___
Totale utenze2.250___
Coperti del mese1.500___
Costo utenze per coperto1,50___
Incasso del mese45.000___
Incidenza utenze sull’incasso5,0%___

Le due righe da tenere sono le ultime due, e vanno guardate nel tempo, non in assoluto. Segna questi valori ogni mese per un anno: vedrai da solo quali mesi sono anomali e potrai chiederti cosa è successo, invece di scoprire il problema a consuntivo.

Un secondo esercizio che vale la pena fare una volta sola: leggi il contatore un lunedì sera a locale chiuso e rileggilo il martedì mattina prima di accendere qualsiasi cosa. La differenza è il tuo consumo a locale spento. Moltiplicala per i giorni dell’anno. Molti ristoratori, facendo questo calcolo per la prima volta, scoprono che una fetta importante della bolletta se ne va mentre dormono.

Dove si interviene davvero

1. Il freddo prima di tutto

Celle, frigoriferi e abbattitori sono i clienti fissi del contatore. Tre cose valgono più di qualsiasi sostituzione: guarnizioni che tengono, condensatori puliti, temperature impostate al punto giusto e non più in basso per abitudine. Una guarnizione rovinata fa lavorare il compressore in continuazione, e costa pochi euro sostituirla.

Aggiungi la regola più banale del mondo: la porta della cella si apre il meno possibile e si chiude subito. Sembra ovvio, ma è la cosa che in cucina si perde per prima nelle serate piene.

2. Gli orari di accensione

Forni, piastre, friggitrici e lavastoviglie hanno un momento in cui vanno accesi, e quasi sempre è più tardi di quando li accendi. Scrivi un elenco con l’orario di accensione di ogni apparecchio e appendilo in cucina. Poi fai lo stesso per lo spegnimento. Trenta minuti in meno al giorno su un forno, per trecento giorni, sono centocinquanta ore di funzionamento in meno.

3. La cappa

Tirare fuori aria vuol dire far entrare aria che poi va riscaldata o raffrescata. Una cappa al massimo per tutto il servizio quando servirebbe solo nei picchi è una perdita doppia. Se hai una regolazione di velocità, usala. E pulisci i filtri con una frequenza fissa: sporchi, fanno lavorare di più il motore.

4. La climatizzazione della sala

Un grado in più d’estate o in meno d’inverno non lo nota nessuno e si sente in bolletta. Quello che invece si nota è la porta d’ingresso aperta con il climatizzatore acceso. Se hai un dehors, attenzione ai funghi riscaldanti: sono tra gli apparecchi più energivori in assoluto e vanno usati con criterio.

5. Illuminazione e insegne

Il passaggio a lampade a basso consumo è uno degli interventi che si ripaga più in fretta, soprattutto dove le luci stanno accese molte ore. Sull’insegna, un semplice temporizzatore che la spegne all’orario in cui non passa più nessuno vale più di quanto sembri.

6. L’acqua calda e la lavastoviglie

La lavastoviglie professionale consuma molto, ma consuma soprattutto quando la fai partire mezza vuota. Ciclo pieno sempre, e manutenzione dell’addolcitore: il calcare fa aumentare i consumi in modo silenzioso e rovina anche la macchina.

7. Il contratto, per ultimo

Dopo aver sistemato i consumi, allora sì, guarda il contratto. Controlla la potenza impegnata, che spesso è sovradimensionata rispetto all’uso reale, e verifica se la tua curva di consumo giustifica una fascia oraria diversa. Fatti aiutare da qualcuno che le bollette le legge di mestiere: qui un consulente serio si ripaga.

Regole da appendere in cucina

Un foglio come questo, plastificato vicino al quadro elettrico, vale più di dieci richiami a voce.

Accensione forni: non prima delle undici. Friggitrice: accesa solo nel servizio, spenta tra pranzo e cena. Cappa: velocità massima solo durante le cotture. Porta cella: aperta il minimo indispensabile. Lavastoviglie: solo a pieno carico. Ultimo che esce: luci sala, insegna, cappa, climatizzazione.

E una frase da dire al personale, che funziona meglio di qualsiasi rimprovero:

Quello che risparmiamo sulle bollette non lo risparmio io, lo tengo per tenere il locale in ordine e le attrezzature funzionanti. Se qualcosa non va, ditemelo: una guarnizione rotta ci costa più di un turno.

Errori da evitare

Cambiare fornitore senza aver ridotto i consumi. Sposti una percentuale su una base che resta sbagliata.

Comprare attrezzature nuove per risparmiare, senza aver misurato. Prima capisci quanto consuma quello che hai, poi valuti se sostituirlo. Molte volte la manutenzione fa più della sostituzione.

Tenere le celle troppo fredde. Ogni grado in meno rispetto a quello che serve è consumo puro. Ovviamente senza mai scendere sotto gli standard di sicurezza alimentare: su quello non si risparmia mai.

Rimandare la manutenzione. Filtri sporchi, condensatori impolverati, guarnizioni consumate: sono i costi nascosti più cari che esistano.

Non coinvolgere il personale. Il titolare non può spegnere tutto da solo. Se le regole non sono scritte e condivise, dopo due settimane si torna come prima.

Guardare la bolletta in valore assoluto. Senza dividerla per i coperti non sai se stai peggiorando o se stai semplicemente lavorando di più.

Come ti aiuta Ristonuvio

Ristonuvio non legge i contatori e non gestisce le utenze. Ti serve per il denominatore, cioè per sapere quanto lavoro hai fatto nel periodo che stai analizzando.

Con la dashboard hai coperti, incassi e andamento per periodo, quindi puoi calcolare il costo energetico per coperto e seguirlo mese per mese invece di guardare una bolletta isolata.

Con il report PDF del periodo porti al tuo consulente un quadro chiaro di quanto hai lavorato, che è esattamente il contesto che serve per capire se una bolletta è anomala.

Con le prenotazioni sai in anticipo quante persone aspetti in una certa serata: è la base per decidere se accendere tutto o tenere metà sala spenta, che nei giorni deboli è un risparmio immediato e senza controindicazioni.

Con l’area bandi puoi tenere d’occhio le misure aperte: efficienza energetica e rinnovo delle attrezzature sono tra i temi più ricorrenti dei contributi per le imprese.

Cosa Ristonuvio non fa. Non misura i consumi, non si collega ai contatori o alle attrezzature, non confronta le offerte dei fornitori di energia e non calcola il risparmio di un intervento. Quella parte è di chi fa il lavoro sul campo: noi ti diamo i numeri del locale con cui interpretarla.

Domande frequenti

Quanto dovrebbero incidere le utenze sul fatturato?

Non esiste un numero valido per tutti: dipende dalla cucina che fai, dai metri quadri, dalle ore di apertura, dal clima e dal tipo di attrezzature. Per questo il confronto sensato è con te stesso, mese su mese e anno su anno a parità di coperti, non con una media di settore che non ti somiglia.

Conviene passare a induzione?

Dipende dalla cucina, dal tipo di pentolame e dalla potenza elettrica che hai disponibile. È una valutazione da fare con un tecnico e con i tuoi consumi reali in mano, non una regola generale. Nota che cambiare tecnologia sposta consumi dal gas all’elettrico, quindi il confronto va fatto sul totale.

Come faccio a capire quanto consuma una singola attrezzatura?

Un misuratore di consumo da inserire tra la presa e l’apparecchio costa poco e in una settimana ti dà un dato reale. Fallo sui due o tre apparecchi che sospetti di più. Per quelli collegati direttamente al quadro serve un tecnico.

I pannelli solari hanno senso per un ristorante?

Possono averlo, perché un ristorante consuma molto anche di giorno, ma dipende da tetto, esposizione, spazio e investimento. Va valutato con un preventivo serio e con i tuoi consumi orari, non con una stima generica.

Esistono contributi per efficientare il locale?

Sì, periodicamente escono misure nazionali e regionali su efficienza energetica e rinnovo attrezzature. Cambiano spesso e hanno finestre di apertura brevi, quindi la cosa che conta è accorgersene in tempo. Trovi un punto di partenza nella pagina dei bandi per la ristorazione.

Da dove partire domani

Fai due cose questa settimana, entrambe gratis. La prima: leggi il contatore la sera a locale chiuso e la mattina prima di accendere, e scopri quanto consumi da fermo. La seconda: scrivi il foglio degli orari di accensione e spegnimento e appendilo in cucina.

Poi inizia a segnare ogni mese il costo utenze per coperto. Se vuoi tenere sotto controllo anche le altre voci che si mangiano il margine, guarda come si riducono gli sprechi in cucina e come si calcola il food cost di un piatto. Per i contributi, controlla i bandi aperti.

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