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Fondo perduto, credito d’imposta, finanziamento agevolato: cosa cambia davvero
Gestione23 settembre 20268 min di letturaTeam Ristonuvio

Fondo perduto, credito d’imposta, finanziamento agevolato: cosa cambia davvero

Tre parole che sembrano sinonimi e non lo sono. Quando i soldi non li restituisci, quando li recuperi in compensazione e quando invece è un prestito a condizioni migliori: differenze, tempi e cosa conviene a un ristorante.

In breve

  • Il contributo a fondo perduto è denaro che non restituisci, ma quasi sempre copre solo una parte della spesa e arriva dopo che hai pagato.
  • Il credito d’imposta non è un bonifico: è uno sconto che usi in compensazione sui versamenti, quindi ti serve avere versamenti da fare.
  • Il finanziamento agevolato è un prestito: lo restituisci, ma a tassi e condizioni migliori di quelli di mercato, spesso con garanzia pubblica.
  • Cambia tutto anche il momento in cui i soldi entrano in cassa: è il dato che devi guardare per primo, prima dell’importo.
  • Con Ristonuvio vedi quali misure sono aperte e compatibili con il tuo profilo, aggiornate in automatico, invece di scoprirle a cose fatte.

Perché la confusione costa soldi veri

Capita spesso: un ristoratore legge «contributo fino a 30.000 euro», fa i suoi conti mentali su quei trentamila e ordina l’attrezzatura. Poi scopre che il contributo copre il quaranta per cento della spesa, che arriva a rendicontazione avvenuta e che nel frattempo la fattura l’ha già pagata lui. Il bando non aveva mentito. Semplicemente diceva un’altra cosa rispetto a quella che aveva capito.

Le tre formule più diffuse — fondo perduto, credito d’imposta, finanziamento agevolato — sembrano tutte «aiuti», ma si comportano in modo completamente diverso sulla cassa del tuo locale. Una ti restituisce soldi mesi dopo, una ti alleggerisce i versamenti nei mesi successivi, una ti dà liquidità subito ma te la riprende a rate.

Capire la differenza non è un esercizio da commercialista. È la cosa che decide se quel bando ti serve adesso o se ti metterà in difficoltà proprio nel trimestre in cui vai corto.

Fai il conto sul tuo locale

VoceEsempioCome ricavarla da te
Spesa che vuoi affrontare25.000 €Somma i preventivi già chiesti, non le stime a memoria
Percentuale coperta dal bando40%Cerca nel bando la parola «intensità» o «percentuale di contributo»
Quota che resta a te15.000 €Spesa meno la parte coperta: è quella che devi avere davvero
Mesi tra pagamento e rimborso8Somma i tempi di istruttoria e di rendicontazione scritti nel bando
Versamenti annui compensabili18.000 €Chiedi al commercialista quanto versi in un anno tra imposte e contributi

Questa tabella risponde a due domande in un colpo solo. La riga della quota che resta a te ti dice se puoi permetterti l’operazione anche nel caso peggiore. L’ultima riga ti dice se un credito d’imposta ha senso per la tua situazione: se in un anno versi diciottomila euro, un credito da ventimila lo smaltisci in poco più di un anno; se versi quattromila, quello stesso credito è un vantaggio che si spalma su cinque anni.

Come si fa, passo per passo

1. Riconosci il contributo a fondo perduto

È denaro che non restituisci. Nelle carte lo trovi come «contributo in conto capitale» o «in conto impianti». La regola quasi universale è che copre una percentuale della spesa, non il totale, e che viene erogato dopo: prima fai la spesa, poi la rendiconti con fatture e pagamenti tracciati, poi arriva il contributo. In alcuni casi è prevista un’anticipazione, ma va chiesta e spesso richiede una fideiussione.

2. Riconosci il credito d’imposta

Non è un bonifico, è un diritto a pagare meno tasse e contributi. Lo usi in compensazione nel modello F24, spesso spalmato su più anni. Il vantaggio è che è quasi automatico e che non passa da istruttorie lunghe. Il limite è evidente: se hai pochi versamenti da fare, il credito resta lì e il beneficio arriva con il contagocce.

3. Riconosci il finanziamento agevolato

È un prestito, e come tale lo restituisci. Quello che cambia è il prezzo del denaro: tasso calmierato, durata più lunga, a volte un periodo di preammortamento in cui paghi solo interessi, spesso una garanzia pubblica che convince la banca a dirti di sì. Serve liquidità subito, ma genera una rata: va confrontata con quello che il locale produce ogni mese, non con quello che speri produrrà.

4. Guarda i tempi prima degli importi

Un contributo del cinquanta per cento che arriva a dodici mesi vale meno, per la tua cassa, di uno del trenta che arriva a tre. Prima di innamorarti della percentuale, cerca nel bando i tempi di istruttoria, la scadenza per la rendicontazione e i tempi di erogazione. Poi mettili sul tuo calendario, insieme alla data in cui dovrai pagare il fornitore.

5. Verifica il cumulo e il de minimis

Molte agevolazioni ricadono nel regime «de minimis», che pone un tetto complessivo agli aiuti ricevuti in un arco di anni. Se hai già preso qualcosa, potresti essere più vicino al tetto di quanto pensi. Allo stesso modo, non tutte le misure sono cumulabili tra loro sulla stessa spesa. È la prima domanda da fare al commercialista, non l’ultima.

Il tuo assistente AI, direttamente su Telegram

Le domande sui contributi arrivano quasi sempre in orari improbabili. L’assistente su Telegram è comodo proprio per questo: gli scrivi in italiano normale che vuoi sapere se c’è qualcosa di aperto per la tua zona, e ricevi la risposta senza aprire il computer né cercare il portale giusto.

È lo stesso assistente che usi per il lavoro di tutti i giorni: aggiornare un prezzo, togliere un piatto finito, chiedere il riepilogo della giornata. Ti riassume sempre cosa sta per fare e aspetta il tuo sì prima di modificare qualcosa, così non ti ritrovi sorprese sul menu del giorno dopo.

Errori da evitare

  • Leggere solo l’importo massimo. «Fino a 50.000 euro» è la cifra che prende il caso migliore possibile. La tua cifra dipende dalla spesa ammissibile e dalla percentuale di copertura.
  • Pagare in contanti o senza tracciabilità. Quasi tutte le misure richiedono pagamenti tracciati e intestati all’impresa. Una fattura pagata male è una spesa che non ti riconoscono.
  • Iniziare i lavori prima della domanda. Molti bandi ammettono solo le spese sostenute dopo una certa data. Se ordini il forno a maggio e la domanda la presenti a luglio, quel forno può non valere nulla ai fini del contributo.
  • Confondere il credito d’imposta con un incasso. Non entra in banca. Se hai un buco di cassa da coprire, il credito d’imposta non è lo strumento giusto.
  • Sottovalutare la rata di un finanziamento agevolato. Agevolato vuol dire meno caro, non gratis. La rata va sostenuta anche nei mesi in cui il locale gira poco.

Come ti aiuta Ristonuvio

Nell’area dedicata ai bandi trovi le misure che risultano compatibili con il profilo del tuo locale, con il tipo di agevolazione indicato e le scadenze in evidenza. Le fonti vengono ricontrollate in automatico a intervalli regolari, quindi non devi essere tu a ricordarti di guardare: quando esce qualcosa di pertinente lo vedi, e se una scadenza viene spostata o una misura cambia stato ricevi la segnalazione. I bandi che non c’entrano con il tuo territorio, il tuo codice ATECO o la tua dimensione vengono scartati prima di arrivare a te.

Cosa Ristonuvio non fa. Non entra nei PDF e negli allegati tecnici, quindi la lettura di dettaglio resta a te o al tuo consulente. Non dice quale strumento conviene alla tua situazione fiscale: quella è una valutazione da fare con il commercialista, che conosce i tuoi numeri. Non compila la domanda, non prepara la rendicontazione e non garantisce di coprire tutte le fonti pubblicate in Italia.

Domande frequenti

Il contributo a fondo perduto va tassato?

Dipende dalla misura: alcuni contributi sono esclusi dalla base imponibile, altri no. È scritto nel bando e va verificato con il commercialista prima di considerare la cifra come utile netto.

Posso chiedere più agevolazioni per la stessa spesa?

A volte sì, a volte no. Esistono regole di cumulo e tetti complessivi come il de minimis. Va controllato caso per caso, perché superare il limite può voler dire restituire quanto ricevuto.

Serve un’anticipazione bancaria per il fondo perduto?

Spesso sì, nei fatti: se il contributo arriva a rendicontazione, le fatture le paghi prima tu. Alcuni bandi prevedono un’anticipazione a fronte di garanzia, altri no.

Il credito d’imposta scade?

Di solito è utilizzabile entro un numero definito di anni, in quote annuali. Se non hai versamenti sufficienti per assorbirlo nei tempi previsti, rischi di perderne una parte.

Da dove comincio se non ho mai chiesto niente?

Dal profilo della tua impresa e dal fascicolo documenti. Poi guarda cosa è aperto nella tua zona. Puoi provare Ristonuvio per 30 giorni con tutte le funzioni e senza carta di credito, giusto per vedere che tipo di misure escono per un locale come il tuo.

Da dove partire domani

Prendi l’ultima spesa importante che hai in mente — un forno, un dehors, un rifacimento della sala — e prova a compilare la tabella qui sopra con i tuoi numeri. In dieci minuti capisci se quello che ti serve è un contributo, uno sconto sulle tasse o un prestito, e smetti di cercare la cosa sbagliata.

Per il quadro generale leggi la guida ai bandi e finanziamenti per ristoranti, e se il problema è trovarli in tempo trovi il metodo in come trovare i bandi senza perderci le giornate. Se stai facendo i conti su un investimento nuovo, ti torna utile anche i conti da fare prima di aprire o rilanciare. La funzione è descritta nella pagina sui bandi per la ristorazione.

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