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Leggere i numeri del ristorante: il conto economico spiegato semplice
Gestione26 settembre 20269 min di letturaTeam Ristonuvio

Leggere i numeri del ristorante: il conto economico spiegato semplice

Ricavi, food cost, costo del personale, affitto, utenze: come mettere in fila i numeri del tuo locale e capire in cinque minuti se il mese è andato bene davvero.

In breve

  • Incassare tanto e guadagnare poco è la situazione più comune nella ristorazione: il fatturato da solo non dice niente.
  • Ti bastano sei righe per capire come sta andando il locale: ricavi, materia prima, personale, costi fissi, altri costi, quello che resta.
  • I numeri vanno guardati in percentuale sui ricavi, non in valore assoluto: è l’unico modo per confrontare mesi diversi.
  • Il pareggio non è un’opinione: è un numero preciso di coperti al giorno, e ogni ristoratore dovrebbe saperlo a memoria.
  • Ristonuvio ti dà la parte che manca quasi sempre: incassi e coperti già ordinati per periodo, e il food cost calcolato piatto per piatto.

Il problema: il commercialista arriva troppo tardi

Il bilancio te lo fa il commercialista, ed è giusto così. Il problema è quando arriva: mesi dopo, quando ormai quei mesi sono passati e non puoi più cambiare niente. È come guidare guardando solo lo specchietto retrovisore.

Quello che serve a un ristoratore è diverso: un quadro semplice, aggiornato ogni mese, che non serve a pagare le tasse ma a prendere decisioni. Non deve essere perfetto dal punto di vista contabile, deve essere veloce, costante e comprensibile. Meglio un numero approssimato ogni mese che un numero esatto una volta all’anno.

E soprattutto deve rispondere a due domande concrete. La prima: questo mese ho guadagnato o ho solo incassato? La seconda: quanti coperti devo fare al giorno per non rimetterci? Chi sa rispondere a queste due domande gestisce il locale. Chi non lo sa lo subisce.

Le sei righe che ti servono

Questa è la struttura minima. I numeri sono un esempio: compila la colonna a destra con i tuoi e calcola le percentuali sui ricavi.

VoceEsempio mese% sui ricaviIl tuo numero
Ricavi netti45.000100%___
Materia prima (food e beverage)13.50030%___
Costo del personale15.75035%___
Affitto e costi fissi4.50010%___
Utenze, manutenzioni, pulizia3.1507%___
Altri costi (commissioni, marketing, consulenze)2.7006%___
Risultato prima di ammortamenti e tasse5.40012%___

Attenzione a due cose che sbagliano quasi tutti. La prima: i ricavi vanno presi al netto dell’imposta, altrimenti tutte le percentuali risultano più basse di quello che sono. La seconda: nel costo del personale va messo tutto, contributi compresi, e va messo anche il tuo lavoro se lavori nel locale. Un conto economico che non paga il titolare non sta misurando un’azienda, sta misurando un hobby.

Le percentuali dell’esempio non sono obiettivi da raggiungere: cambiano moltissimo tra una pizzeria, un ristorante di pesce, un bar e un locale con dehors, e tra una città e l’altra. Servono solo a far vedere come si legge la tabella. Il confronto che conta è con i tuoi mesi precedenti.

Come si legge, riga per riga

Ricavi

Separa sempre i canali: sala, asporto, delivery, eventi. Sono servizi con margini diversi e sommarli nasconde i problemi. Un mese in cui il delivery cresce e la sala cala può avere lo stesso fatturato e un risultato molto peggiore.

Insieme ai ricavi tieni sempre i coperti. Il rapporto tra i due è lo scontrino medio, che è spesso il numero più utile di tutti.

Materia prima

Non è quanto hai comprato, è quanto hai consumato. La differenza sono le rimanenze: se a fine mese hai il magazzino pieno, hai speso ma non consumato. Per un calcolo veloce va bene approssimare con gli acquisti, ma almeno ogni tre mesi fai un inventario vero, altrimenti ti racconti una bugia.

Se questa riga si muove senza che tu abbia cambiato nulla, le cause sono quasi sempre quattro: prezzi dei fornitori aumentati, porzioni cresciute, sprechi, ammanchi.

Personale

È la riga più pesante e la più difficile da muovere nel breve. Guardala sempre insieme ai coperti: il costo del personale per coperto ti dice se sei organizzato o se stai pagando ore in cui non entra nessuno. Se cresce mentre i coperti restano fermi, il problema è la distribuzione dei turni, non lo stipendio.

Costi fissi

Affitto, assicurazioni, canoni. Non cambiano con il lavoro, quindi la loro incidenza scende quando incassi di più e sale quando incassi di meno. Sono la ragione per cui un mese debole fa più male di quanto sembri.

Utenze e manutenzioni

Vanno guardate per coperto, come spiegato nella guida sulle bollette del ristorante. In valore assoluto non dicono niente.

Altri costi

Qui finiscono le commissioni sui pagamenti, le commissioni dei portali, il marketing, le consulenze, i software. Sono voci singolarmente piccole che sommate arrivano spesso a numeri importanti. Una volta all’anno vanno riviste una per una.

Il numero che devi sapere a memoria: il punto di pareggio

Il pareggio è il livello di incasso a cui non guadagni e non perdi. Si calcola così, ed è più semplice di quello che sembra.

PassaggioEsempioIl tuo numero
Costi fissi mensili (affitto, personale fisso, canoni, utenze base)22.000___
Margine di contribuzione (100% meno materia prima e costi variabili)62%___
Incasso di pareggio (costi fissi diviso margine)35.484___
Giorni di apertura al mese26___
Incasso di pareggio al giorno1.365___
Scontrino medio28___
Coperti di pareggio al giorno49___

Quel numero in fondo è il più utile che un ristoratore possa avere in testa. Ti dice, ogni sera mentre chiudi, se quella giornata ha contribuito o ha tolto. Cambia il modo in cui guardi un martedì da venti coperti: non è «poco», è esattamente ventinove coperti sotto il pareggio, e sai quanto ti è costato.

Come tenerlo aggiornato senza impazzire

Una volta al mese, sempre lo stesso giorno, un’ora. Servono: incassi divisi per canale e coperti del mese, totale acquisti di cibo e bevande, costo del personale del mese, e il blocco dei costi fissi che cambia raramente. Metti tutto in un foglio con una colonna per mese e lascialo scorrere: dopo sei mesi le tendenze le vedi a occhio, senza calcoli.

Una regola pratica che aiuta molto: non cercare la precisione contabile. Un numero arrotondato disponibile il 3 del mese vale infinitamente di più di un numero esatto disponibile a giugno dell’anno dopo. La precisione la mette il commercialista a consuntivo, tu ti serve la direzione.

E porta questo foglio al tuo commercialista quando lo incontri. La differenza tra un consulente che ti dà risposte generiche e uno che ti dà consigli veri sta quasi sempre nella qualità dei dati che gli porti.

Errori da evitare

Guardare solo il fatturato. È il numero più citato e il meno utile da solo. Un mese record può essere un mese in perdita.

Non pagarsi. Se il tuo lavoro non è dentro i costi, il risultato che leggi è falso e ti impedisce di capire se il locale sta in piedi da solo.

Confondere cassa e guadagno. I soldi sul conto non sono l’utile: ci sono tasse da accantonare, fornitori da pagare, rate. Molti locali chiudono con il conto pieno a marzo e in emergenza a novembre.

Confrontarsi con le medie di settore. Esistono percentuali che girano in giro, ma valgono per un locale medio che non esiste. Confrontati con te stesso.

Farlo una volta e smettere. Il valore di questo foglio sta nella serie storica. Un mese isolato non ti dice quasi niente, dodici mesi ti dicono tutto.

Ignorare le rimanenze. Senza inventario periodico la riga della materia prima balla e ti fa prendere decisioni sbagliate.

Come ti aiuta Ristonuvio

La parte più noiosa di questo lavoro è recuperare i dati. Ristonuvio te ne dà una fetta già pronta.

Con la dashboard hai incassi, coperti e andamento per periodo, divisi per servizio, senza doverli ricostruire a mano dai riepiloghi.

Con il report PDF del periodo porti al commercialista un quadro ordinato del lavoro fatto, che è esattamente quello che gli manca quando vede solo i corrispettivi.

Con il food cost per piatto e il ricettario sai quanto pesa la materia prima non solo in totale ma piatto per piatto, quindi quando la riga sale sai anche dove andare a guardare.

Con il magazzino e il registro merci hai il dato delle rimanenze, che è quello che trasforma gli acquisti in consumo reale.

Con la gestione del personale hai turni, presenze e ore lavorate, quindi il costo del personale smette di essere una stima e diventa un numero.

Con l’assistente Telegram puoi chiedere l’andamento degli incassi in un messaggio, senza aprire nulla.

Cosa Ristonuvio non fa. Non è un software di contabilità, non redige il bilancio, non calcola le tasse, non sostituisce il commercialista e non registra le fatture d’acquisto al posto tuo. Ti dà i dati operativi del locale, puliti e nel momento giusto: il conto economico lo costruisci tu, molto più in fretta.

Domande frequenti

Quale dovrebbe essere il mio food cost?

Non esiste una percentuale giusta universale: cambia molto tra pizzeria, ristorante di pesce, bar e locale con forte peso delle bevande. La domanda utile non è «qual è il numero giusto» ma «il mio si sta muovendo, e perché». Un valore stabile nel tempo è una buona notizia anche se è più alto di quello che hai sentito dire in giro.

Ogni quanto devo fare questo esercizio?

Una volta al mese, sempre lo stesso giorno. Un’ora è sufficiente se i dati sono già raccolti. Farlo più spesso non aggiunge informazione, farlo meno spesso ti fa accorgere dei problemi troppo tardi.

Devo contare il mio stipendio anche se non me lo prendo?

Sì, e è forse la regola più importante di tutte. Metti il valore che pagheresti a qualcuno per fare il tuo lavoro. Se il locale va in perdita quando ti paghi, quella è l’informazione che ti serve, non un dettaglio da nascondere.

Il conto economico mensile sostituisce il commercialista?

No, e non ci prova nemmeno. Serve a te per decidere durante l’anno, il commercialista serve per gli adempimenti e per la fotografia ufficiale. Le due cose si aiutano: più i tuoi dati sono ordinati, più il suo lavoro può diventare consulenza invece che registrazione.

Come faccio se non ho i dati storici?

Parti da questo mese. Non recuperare l’anno scorso, non ne vale la pena: tra sei mesi avrai una serie utile, e sarà comunque prima di quando l’avresti avuta aspettando.

Da dove partire domani

Apri un foglio, metti le sei righe della prima tabella e compilale con i numeri dell’ultimo mese chiuso, anche approssimati. Poi calcola il tuo punto di pareggio in coperti al giorno e scrivilo su un post-it in ufficio. Sono due ore di lavoro che cambiano il modo in cui guardi ogni serata.

Per abbassare le righe più pesanti, leggi come si calcola il food cost, come si gestiscono turni e costo del personale e come si tratta con i fornitori. Per avere i dati pronti ogni mese, guarda la piattaforma.

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