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Trattare con i fornitori del ristorante: come pagare meno senza litigare
Gestione18 settembre 202610 min di letturaTeam Ristonuvio

Trattare con i fornitori del ristorante: come pagare meno senza litigare

Come si contratta davvero con i fornitori di un ristorante: confronto prezzi, listini che cambiano, ordini minimi, resi, pagamenti. Guida pratica con tabelle da compilare e frasi pronte.

In breve

  • Il prezzo di listino conta meno di quanto pensi: quello che pesa davvero è il prezzo medio pagato nell’arco di un mese, resi e cali di peso compresi.
  • Non puoi contrattare su quello che non misuri. Prima di chiamare il fornitore devi sapere quanto hai speso da lui negli ultimi tre mesi e su quali articoli.
  • Due o tre fornitori per la stessa categoria tengono i prezzi onesti. Uno solo ti mette nelle sue mani, cinque ti fanno perdere tempo e ordini minimi.
  • Gli aumenti si accettano quando sono motivati e si contestano quando arrivano in silenzio dentro la fattura.
  • Ristonuvio ti dice quanto ti costa davvero ogni piatto e quanta merce hai in casa, così in trattativa parli con i numeri e non con le sensazioni.

Il problema non è il fornitore, è che non hai i numeri

Quasi tutti i ristoratori con cui si parla di acquisti dicono la stessa frase: «i miei fornitori sono cari». Poi però, se chiedi quanto hai pagato la mozzarella tre mesi fa, la risposta non arriva. E senza quel dato la trattativa è persa prima di iniziare, perché l’unico che ha i numeri in mano è chi ti vende.

Il fornitore sa esattamente quanto compri, quanto spesso, quali articoli non guardi mai e su quali sei sensibile. Tu ti ricordi il prezzo di tre o quattro cose, quelle che ordini tutti i giorni, e su tutto il resto vai a fiducia. È lì che i margini se ne vanno: non sul prezzo del prodotto civetta, ma sui venti articoli secondari che nessuno controlla.

C’è anche un tema umano. Con il fornitore storico ci si conosce da anni, magari ti ha salvato un sabato sera portandoti la merce alle otto. Quella fiducia è un valore vero e non va buttata. Ma fiducia e controllo non sono in contraddizione: chi lavora bene non ha paura di essere confrontato, e chi si offende quando gli chiedi un listino aggiornato ti sta dicendo qualcosa.

Fai il conto: quanto pesano davvero i tuoi acquisti

Prima di aprire qualsiasi trattativa, prenditi mezz’ora e compila questa tabella con le fatture degli ultimi tre mesi. I numeri qui sotto sono solo un esempio per farti vedere come si usa: sostituiscili con i tuoi nella colonna a destra.

CategoriaEsempio spesa 3 mesiQuota sul totaleIl tuo numero
Carne e pesce9.00034%___
Ortofrutta4.20016%___
Latticini e uova3.10012%___
Secco e dispensa3.80014%___
Bevande4.50017%___
Non alimentari e pulizia1.8007%___
Totale26.400100%___

La colonna che conta è la terza. Se una categoria pesa il 5% del totale, spenderci due giorni di trattativa è tempo buttato: anche strappando il 10% recuperi lo 0,5% della spesa. Se una categoria pesa il 34%, invece, ogni punto percentuale strappato vale quanto un turno di lavoro in più al mese.

Fatta la torta, scendi di un livello sulle prime due categorie e fatti l’elenco dei dieci articoli su cui spendi di più in valore, non in quantità. Su quei dieci si contratta. Su tutto il resto si tiene d’occhio e basta.

Le leve che funzionano davvero

1. Chiedi il listino scritto e la data di validità

Un listino con una data sopra è il documento più utile che puoi avere. Ti permette di accorgerti degli aumenti quando arrivano, non tre mesi dopo, e toglie l’alibi del «è aumentato tutto». Chiedilo per iscritto, in PDF o su WhatsApp, e archivialo in una cartella con il mese nel nome.

Se un fornitore ti dice che il listino non esiste e che i prezzi cambiano ogni settimana, può essere vero per il pesce fresco e per certe verdure. Per il resto è un modo per non farsi controllare.

2. Confronta a parità di prodotto, non a parità di nome

Il confronto tra due preventivi ha senso solo se stai guardando la stessa cosa: stessa pezzatura, stessa resa, stessa percentuale di scarto, stesso peso sgocciolato. Una mozzarella che costa il 15% in meno ma perde più acqua non è più economica, e un taglio di carne che rende meno una volta pulito ti costa di più a porzione anche se il prezzo al chilo è più basso.

Il numero onesto è il costo a porzione servita. Prendi l’articolo, calcola quanto ne usi per un piatto già pulito e cotto, e confronta quello. È l’unico paragone che regge.

3. Usa il volume, non le minacce

La leva più forte che hai non è cambiare fornitore, è concentrare. Se compri la stessa categoria da tre persone diverse, stai regalando a tutti e tre un cliente piccolo. Dire «questa categoria la faccio tutta con te, sono tot al mese, che condizioni mi fai» vale molto di più di qualsiasi lamentela sul prezzo.

Attenzione però a non concentrare tutto su uno solo. Il punto di equilibrio, per la maggior parte dei locali, è due fornitori per le categorie grosse: uno principale che fa il grosso del volume e uno secondario che resta attivo, ordina ogni tanto e serve sia da paragone sia da salvagente quando il primo ha un problema.

4. Contratta anche quello che non è prezzo

Spesso sul prezzo puro non c’è margine, ma ci sono altre cose che valgono soldi veri: giorni e orari di consegna, ordine minimo più basso, reso sulla merce non conforme, termini di pagamento, consegna extra il venerdì, gestione degli imballi. Un fornitore che ti consegna due volte a settimana invece di una ti permette di tenere meno scorta in casa, e meno scorta vuol dire meno soldi fermi e meno roba buttata.

5. Controlla la merce alla consegna, sempre

La contrattazione più redditizia si fa alla porta di servizio, non al telefono. Peso verificato, temperatura, scadenze, qualità del prodotto: se firmi la bolla senza guardare, tutto quello che hai strappato in trattativa lo restituisci in ammanchi. Metti una bilancia vicino all’ingresso merci e decidi chi è la persona autorizzata a firmare. Non tutti.

6. Rivedi le condizioni due volte l’anno, con una data fissa

Non aspettare di essere arrabbiato per chiamare. Segna due momenti nell’anno, per esempio inizio febbraio e inizio settembre, in cui rivedi le condizioni con i fornitori principali. Arrivare con una richiesta programmata, in un momento tranquillo, funziona molto meglio che sbottare dopo una fattura brutta.

Frasi pronte da usare

Per chiedere un listino aggiornato:

Buongiorno, sto rivedendo i costi per i prossimi mesi. Mi mandi per favore il listino aggiornato con la data di validità? Mi serve per fare i conti sui piatti, non per andare a cercare altrove.

Per contestare un aumento arrivato senza preavviso:

Ho visto che su questi tre articoli il prezzo è cambiato rispetto a giugno. Non è un problema se c’è una ragione, ma vorrei saperlo prima e non trovarlo in fattura. Mi spieghi cosa è successo e da quando vale?

Per aprire una trattativa sul volume:

Al momento questa categoria la divido tra due fornitori. Sono disposto a farla tutta con voi se troviamo le condizioni giuste. Le mando i dieci articoli che mi pesano di più, mi faccia una proposta su quelli.

Per chiedere un nuovo preventivo senza rompere con lo storico:

Le mando la lista dei prodotti che uso con pezzature e quantità mensili. Mi faccia un’offerta a parità di prodotto, così posso confrontare in modo serio. Se siete competitivi iniziamo con una categoria e vediamo come va.

Errori da evitare

Cambiare fornitore solo per il prezzo. Chi ti fa il prezzo più basso spesso recupera altrove: consegne meno puntuali, qualità altalenante, resi negati. Il risparmio sparisce alla prima consegna sbagliata di sabato mattina.

Trattare una volta l’anno e poi dimenticarsene. Le condizioni si erodono da sole. Senza un controllo periodico, dopo sei mesi stai pagando prezzi che non hai mai accettato.

Lasciare che ordini chiunque. Se tre persone diverse ordinano quando gli pare, avrai doppioni, urgenze pagate care e nessun controllo. Una persona ordina, una persona riceve, e le due possono anche essere diverse.

Non guardare gli articoli piccoli. Tovaglioli, detergenti, carta, imballi: singolarmente non fanno paura, tutti insieme spesso pesano più di una categoria alimentare intera.

Confondere lo sconto con il margine. Uno sconto del 5% su un articolo che usi poco vale meno di un centesimo in meno sul prodotto che gira ogni giorno.

Come ti aiuta Ristonuvio

Ristonuvio non compra al posto tuo e non tratta con i fornitori. Quello che fa è darti i numeri con cui ti siedi al tavolo.

Con il food cost per piatto sai quanto ti costa davvero ogni ricetta e cosa succede al margine se un ingrediente aumenta. Quando il fornitore ti annuncia un ritocco, non devi indovinare: vedi subito su quali piatti pesa e di quanto.

Con il magazzino e il registro merci sai quanta roba hai in casa e quanta ne è entrata. È il dato che ti serve per capire se stai comprando troppo, se stai buttando, e per accorgerti degli ammanchi tra ordinato e consegnato.

Con il ricettario e la tracciabilità ogni ingrediente è legato ai piatti in cui finisce, quindi cambiare fornitore su un prodotto non è più un salto nel buio: vedi in anticipo dove va a incidere.

Con la dashboard e il report del periodo hai l’andamento di incassi e costi, e puoi presentarti alla trattativa sapendo quanto vali come cliente.

Con l’assistente Telegram puoi chiedere al volo com’è andata la settimana o quanto incide un piatto, anche mentre sei in magazzino con il fornitore davanti.

Cosa Ristonuvio non fa. Non è un portale acquisti, non ti mette in contatto con i fornitori, non confronta i listini di mercato al posto tuo, non gestisce gli ordini ai fornitori e non contratta niente per te. Ti dà i tuoi numeri, puliti e aggiornati. La trattativa la fai tu, che è anche giusto così.

Domande frequenti

Quanti fornitori dovrei avere per la stessa categoria?

Due è quasi sempre il numero giusto sulle categorie che pesano di più: uno principale e uno secondario tenuto attivo con ordini piccoli ma regolari. Con uno solo non hai paragoni né alternative in caso di problemi, con più di tre perdi tempo e non raggiungi mai un volume interessante per nessuno.

Ogni quanto ha senso rifare i preventivi?

Due volte l’anno sulle categorie principali, scegliendo periodi tranquilli. Sui prodotti freschi il prezzo si muove in continuazione, quindi lì conta più il controllo mensile del prezzo medio pagato che il preventivo.

Il fornitore mi ha aumentato senza dirmelo. Cosa faccio?

Chiedi spiegazioni per iscritto e chiedi da quando vale l’aumento. Nella maggior parte dei casi c’è una ragione reale a monte. Quello che devi ottenere non è tanto tornare indietro, è che la prossima volta ti venga comunicato prima. Se succede più volte in silenzio, è un problema di rapporto, non di prezzo.

Conviene comprare al cash and carry?

Per le urgenze e per i prodotti che usi poco spesso, sì. Come canale principale raramente: ci vai tu o un tuo dipendente, quindi al prezzo del prodotto va sommato il costo del tempo, del mezzo e del rischio di comprare a occhio. Fai il conto con le ore dentro, poi decidi.

Come faccio a sapere se sto pagando troppo?

Il confronto più onesto non è con la media di mercato, che nessuno conosce davvero, ma con te stesso: prezzo medio pagato per articolo questo mese contro tre mesi fa, e food cost per piatto oggi contro l’inizio dell’anno. Se il margine si assottiglia senza che tu abbia cambiato niente, la risposta è negli acquisti.

Da dove partire domani

Tira fuori le fatture degli ultimi tre mesi e compila la tabella delle categorie: mezz’ora di lavoro che ti dice dove si gioca la partita. Poi scegli la categoria più pesante, fatti mandare il listino aggiornato con la data e metti giù i dieci articoli su cui spendi di più.

Nel frattempo, metti ordine nei numeri di casa tua: calcola il food cost dei piatti e tieni sotto controllo scorte e ordini, perché contrattare bene su merce che poi butti non serve a niente. Se vuoi vedere come si tiene insieme tutto, guarda la piattaforma o passa dalle domande frequenti.

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